Nel mondo delle costruzioni complesse, l’incertezza è il nemico. Ecco perché CGA ha fatto del Construction Risk Management Plan il cuore del suo metodo operativo. Non tutti lo usano, pochi lo capiscono davvero — ma chi lo applica cambia le regole del gioco.
1. Introduzione: Perché continuiamo ad accettare l’imprevisto?
Nel settore delle costruzioni — soprattutto quando si parla di progetti ad alta complessità — ci siamo abituati a pensare che gli imprevisti siano inevitabili. Ritardi, extra-costi, errori di coordinamento, problemi con i fornitori… tutto questo viene spesso messo in conto come se fosse normale.
Ma cosa succederebbe se ci fosse un modo per rendere i progetti prevedibili?
CGA Costruzioni ha scelto di non accettare più questa logica e ha costruito il proprio vantaggio competitivo attorno a un approccio diverso: il Construction Risk Management Plan (CRMP). Non un foglio Excel dimenticato in un cassetto, ma una metodologia formale, tracciabile e misurabile, che agisce prima, durante e dopo ogni commessa.
Se sei un decisore — un CEO, un responsabile tecnico, un amministratore — e stai pianificando un progetto complesso, la domanda giusta non è “Se ci saranno problemi?”, ma “Come li preveniamo?”.
E la risposta è qui.
2. Cos’è davvero un CRMP (e perché fa la differenza)
Il Construction Risk Management Plan è spesso confuso con una semplice raccolta di “note” sui rischi di progetto. In realtà, è un sistema, un framework strutturato che:
- Identifica proattivamente i potenziali rischi prima dell’avvio operativo;
- Valuta quantitativamente ogni rischio sulla base di probabilità e impatto;
- Monitora e controlla in modo continuo l’evoluzione del rischio con KPI precisi.
Ma perché fa la differenza?
Perché trasforma il rischio da minaccia a variabile controllabile. In un mercato dove i margini si assottigliano e le aspettative di clienti e stakeholder aumentano, questo significa affidabilità. E nel B2B, l’affidabilità è ciò che apre (o chiude) le porte.
🧠 “La prevedibilità è il nuovo vantaggio competitivo nel settore costruzioni.”
– Direzione Tecnica CGA Costruzioni
3. Le 3 fasi del CRMP CGA: Il rischio sotto controllo
✅ Fase 1 – Identificazione dei Rischi
Il punto di partenza è la raccolta sistematica delle minacce che possono interferire con la buona riuscita del progetto.
Cosa include questa fase:
- Analisi del contesto normativo, tecnico e ambientale;
- Rischi legati a vincoli progettuali, autorizzativi e urbanistici;
- Problemi potenziali nella supply chain (ritardi, mancanza materiali);
- Rischi operativi in cantiere (interferenze, lavorazioni simultanee);
- Rischi di coordinamento tra appaltatori e subappaltatori.
CGA utilizza una matrice dei rischi predefinita, personalizzata su ogni commessa, che include decine di scenari critici noti — ma spesso trascurati.
💡 Esempio reale:
In un progetto di riqualificazione impiantistica in zona sismica, l’identificazione precoce del rischio di incompatibilità tra impianti nuovi e struttura esistente ha permesso di evitare 6 settimane di fermo lavori.
✅ Fase 2 – Valutazione dei Rischi
Non tutti i rischi sono uguali. Dopo averli identificati, CGA attribuisce un valore numerico ad ogni rischio:
- Probabilità di accadimento (da 1 a 5)
- Impatto potenziale (da 1 a 5)
- Valore di rischio = Probabilità x Impatto
Questo approccio elimina le valutazioni soggettive (“ci sembra poco probabile…”) e permette di prioritizzare l’attenzione su ciò che conta davvero.
Ogni rischio viene poi associato a una strategia di risposta:
- Mitigazione: ridurre la probabilità (es. cambio fornitore)
- Eliminazione: modificare il progetto (es. cambiare soluzione tecnica)
- Accettazione consapevole: quando è economicamente vantaggioso farlo
🛠️ Una gestione reattiva costa fino a 5 volte in più rispetto a una prevenzione strutturata.
(Fonte: Construction Management Association of America)
✅ Fase 3 – Monitoraggio e Controllo
Un CRMP non è un documento statico. CGA lo aggiorna dinamicamente durante l’intero ciclo di vita del progetto.
Come?
- Attraverso KPI chiave (ritardi, scostamenti budget, criticità segnalate);
- Con dashboard digitali condivise con il cliente;
- Con riunioni di risk review settimanali o quindicinali.
Questo approccio garantisce una cosa semplice ma rara: nessuna sorpresa. Se qualcosa cambia, lo si sa prima. E si interviene con metodo.
📊 Esempio KPI:
| Indicatore | Valore soglia | Stato attuale |
| % completamento fasi critiche | >80% entro 3° mese | 78% ✅ |
| N. ritardi su forniture | max 2 | 0 ✅ |
| Scostamento budget cumulato | <5% | 3.2% ✅ |
4. Perché pochi lo fanno davvero?
Il CRMP non è complicato da comprendere, ma è difficile da applicare bene. La maggior parte delle imprese lo evita per:
- Pigrizia organizzativa: “abbiamo sempre fatto così”
- Dipendenza dall’esperienza individuale, non da sistemi
- Timore di esporsi con il cliente sui possibili problemi
- Mancanza di tempo per attività “non operative”
Ma tutto questo costa caro.
📉 Il 72% dei progetti edili complessi subisce almeno un ritardo >30 giorni.
(Fonte: McKinsey Global Institute)
CGA ha scelto un’altra strada: ha standardizzato la gestione del rischio in ogni progetto, trasformando un’abitudine “facoltativa” in un asset strategico. È questo che fa la differenza.
5. Checklist: Ti serve un CRMP? (spoiler: sì)
Se rispondi “sì” ad almeno 2 di queste domande, il CRMP è ciò che ti serve oggi:
- Hai progetti con più di 3 fornitori coinvolti?
- Il tuo progetto prevede più discipline (edile, impiantistica, strutture)?
- Sei soggetto a vincoli normativi o paesaggistici?
- I costi imprevisti hanno impattato i tuoi margini in passato?
- Il tuo committente chiede trasparenza costante su tempi e scelte?
✅ Vuoi iniziare?
Ecco i primi step per costruire un CRMP con CGA:
- Richiedi un audit iniziale gratuito sul tuo progetto.
- Ricevi il registro preliminare dei rischi personalizzato.
- Costruisci insieme a CGA il tuo piano su misura.
👉 Contattaci oggi per una consulenza sul tuo prossimo progetto.
6. Prevedibilità è potere: Concludiamo?
Nel settore delle costruzioni, l’imprevisto è spesso visto come inevitabile. Ma il CRMP dimostra che può essere anticipato, valutato e gestito.
CGA ha scelto di non essere solo un fornitore, ma un partner strategico. Il suo metodo, basato su rigore, numeri e trasparenza, non è comune — ed è proprio questo che lo rende efficace.
🎯 “Chi costruisce con metodo, costruisce due volte: sul campo e nella fiducia del cliente.”